
Avere più contratti non garantisce di essere assicurati bene. Le esigenze cambiano: abitazione, auto, famiglia, azienda, attrezzature e responsabilità. Un audit permette di individuare le lacune di protezione e le garanzie diventate inutili.
Quando rivedere il proprio portafoglio?
Dopo un trasloco, l’acquisto di un veicolo o di un immobile, una nascita, un’evoluzione professionale o la creazione di una società. Un controllo periodico permette inoltre di verificare che le somme assicurate corrispondano al valore dei beni.
Le garanzie da confrontare
- Responsabilità civile privata o d’esercizio.
- Economia domestica, edificio e danni materiali.
- Casco auto e franchigie.
- Protezione giuridica ed esclusioni.
- Previdenza, incapacità di guadagno e copertura della famiglia.
- Rischi cyber, interruzione d’esercizio e responsabilità dei dirigenti per le PMI interessate.
Leggere oltre il premio
La franchigia, le esclusioni, gli obblighi in caso di sinistro, i massimali di indennizzo e i termini contrattuali contano quanto il prezzo. Un premio basso non è un risparmio se il rischio principale è escluso.
Le specificità delle aziende
Una PMI deve valutare i propri rischi in funzione del mestiere, del fatturato, del personale, dei fornitori e dei dati. Le coperture contro le perdite d’esercizio o gli incidenti informatici devono rispondere alle sue reali dipendenze.
Un metodo di audit concreto
Partiamo dall’inventario delle polizze, censiamo i rischi, esaminiamo le sovrapposizioni e proponiamo adeguamenti motivati. Non si tratta di moltiplicare le assicurazioni, ma di proteggere meglio ciò che conta.
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Le prestazioni e le esclusioni dipendono dalle polizze e dalle loro condizioni generali.
